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PostHeaderIcon Test di Valutazione a Secco

 

FONTE:dr. Rosario Conte
specialista in medicina dello sport
medico provinciale FIDAL Venezia
Centro di Medicina dello Sport CONI-FMSI Venezia

 

LA VALUTAZIONE FUNZIONALE DELL’ATLETA

 

 

La valutazione funzionale dell’atleta è l’indagine, attraverso una serie di test, dei fattori fisiologici che determinano la prestazione fisica e sportiva.
Come la diagnosi di una patologia richiede l’esecuzione di alcuni esami (come per es. la radiografia, gli esami del sangue, etc..) esistono altri "esami" utili per la valutazione di tutti quei fattori fisiologici che sono alla base della performance sportiva.
Seppure con caratteristiche del tutto diverse, questi test non prescindono da quelli che sono gli esami per l’idoneità sportiva: perché se da una parte la valutazione funzionale permette una determinazione del livello individuale di preparazione atletica, nella visita medico-sportiva viene ricercata la presenza di patologie e dimostrata una capacità generica dell’organismo (in particolare dell’apparato cardiovascolare) di eseguire senza rischi attività sportiva. Quindi, condizione necessaria perché avvenga la valutazione funzionale è l’assenza di controindicazioni cliniche alla pratica della attività sportiva.
È un servizio che in genere offrono i più importanti e attrezzati centri di medicina dello sport in cui gli specialisti in medicina dello sport possono fornire una informazione estremamente precisa all'allenatore in merito alle condizioni fisiche dell'atleta testato.

La valutazione funzionale permette di programmare in modo preciso l'allenamento ottimizzando la prestazione ed evitando il pericolo del superallenamento come anche il calo della performance.

Quando si esegue la valutazione funzionale?

all’inizio: al primo rapporto con l’atleta al fine di conoscerlo (capire che motore si ha di fronte, che potenzialità esistono e come si può aiutarlo per affinare le sue caratteristiche)

poi deve essere fatta nell’arco della stagione per controllare gli effetti dell’allenamento

altre volte la valutazione funzionale viene fatta per motivare un atleta quando si sente un po' insicuro delle sue potenzialità (se test va bene si carica..) e in gara rende meglio

CARATTERISTICHE DEI TEST DI VALUTAZIONE FUNZIONALE

Alcuni test si possono fare solo in laboratorio, altri possono essere eseguiti anche sul campo. Fondamentale che ogni test possa essere ripetibile, obiettivo e perciò indipendente dall’operatore che lo esegue.

Per soddisfare tali requisiti, le metodiche devono essere standardizzate. Più precisamente si dovrebbero utilizzare sempre gli stessi strumenti i quali dovranno essere accuratamente tarati con periodicità. Ci dovrebbero essere sempre le stesse condizioni ambientali (temperatura, % umidità, ventilazione).

I test sono vari e diversi perché gli sport come spesso anche le discipline o i ruoli all’interno dello stesso sport non sono tutti uguali. Ogni sport è caratterizzato da un proprio meccanismo di produzione dell’energia. E a seconda delle loro caratteristiche fisiologiche ogni attività fisica può essere schematicamente suddivisa in:

attività anaerobiche alattacide (o di potenza)

attività anaerobiche lattacide (o di velocità)

attività aerobiche (o di resistenza)

attività miste (aerobico-anaerobiche)

Per tali diversità fisiologica, i dati che interessa conoscere sono diversi.

Nelle attività anaerobiche caratterizzate da impegno muscolare breve e a intensità più o meno massimali i dati più importanti sono quelli di forza misurata da macchine dette dinamometri le quali sono capaci di registrare la forza massimale di uno o più segmenti corporei. In molti sport è più utile conoscere anche la forza esplosiva e la forza reattiva, parametri di forza relazionati al tempo di esecuzione. Pertanto esistono delle pedane (Pedana di Bosco) che sull’analisi dei tempi di volo dei balzi che vi avvengono sopra riescono a dare preziosi informazioni.

Negli sport di resistenza il fattore dirimente per le varie performances è la capacità dell’atleta di utilizzare la quota più elevata di Ossigeno (potenza aerobica). Per conoscere questa potenza esistono importanti test in laboratorio e da campo: il massimo consumo di Ossigeno (VO2max) si esegue in laboratorio e l’analisi dell’ossigeno consumato avviene durante lo svolgimento di un esercizio con incrementi progressivi al cicloergometro o al treadmill attraverso analizzatori dei gas che vengono prodotti dal metabolismo dell’atleta.

Molto più utili sono i test di valutazione della soglia aerobica cioè l’individuazione del carico di lavoro massimo in cui l’organismo utilizza come substrato fondamentale l’Ossigeno e non accumula acido lattico nel sangue.

Sono test che possono essere fatti anche sul campo e il più noto di questi test è il test di Mader. Infatti è stato osservato che un tasso di 4 mmoli di acido lattico nel sangue venoso corrisponde al passaggio del meccanismo di produzione di energia da aerobico ad anaerobico. Pertanto si eseguono prelievi seriati di sangue durante un esercizio di tipo incrementale e si osserva a quale carico e a quale frequenza cardiaca si verifica un tasso di 4 mmoli di lattato.

Nel noto "test Conconi" si nota che con l’aumento dell’intensità dell’esercizio la frequenza cardiaca sale linearmente per poi crescere di poco o rimanere costante anche quando continua ad aumentare il carico: il punto in cui inizia la deflessione corrisponde all’incirca al livello di 4 mmoli di acido lattico.

Pertanto il test Conconi diventa un test facilissimo da eseguire e richiede una attrezzatura molto limitata. E’ utile tener presente che quando il test viene effettuato all’aperto le condizioni ambientali (temperatura, vento, etc) siano sempre le stesse.

Inoltre in una percentuale di atleti (6-15%) non compare alcun punto di deflessione e talora la sua interpretazione non è così evidente al punto che bisogna interpretarlo spesso in maniera soggettiva.