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PROGETTO "SPORT"

Il progetto "Sport" prevede la partecipazione di atleti tesserati con la F.I.N.P. (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico)

nelle seguenti attività:

- Accoglienza presso Sala Sporting club flegreo (ore 11,30) Per accredito atleti, consegna scheda per accesso in piscina;

- Psicologia dello Sport (dalle ore 12,00 alle ore 13,00)

- Ginnastica/ Corpo libero (dalle ore 13,00 alle ore 14,00)

- Attività di nuoto (dalle ore 14,00 alle ore 14, 45)

Il tutto sarà svolto con la collaborazione

di istruttori federali di nuoto e della Dr.ssa Anna Vespe


COS'E' LA PSICOLOGIA PER LO SPORT

La psicologia dello sport è una scienza che nasce dall' incontro della pratica sportiva con la psicologia ed ha come obiettivo la crescita e l' incremento delle potenzialità dell' atleta e dei sistemi che gravitano intorno a lui. Per raggiungere i suoi obiettivi la psicologia dello sport attinge dal bagaglio di numerose scienze quali la psicologia social, la psicologia relazionale, la psicologia delle organizzazioni, la psicologia della personalità, la medicina dello sport, medicina riabilitativa, fisioterapia, scienze motorie, ecc, quindi è una scienza di competenza multidisciplinare aperta al contributo che ciascuno può portare sulla base della propria preparazione scientifica ed umana.

Essa mette il suo sapere pratico al servizio dello sport servendosi di figure professionali capaci di riconoscere e valorizzare l' importanza delle qualità mentali dei propri atleti. La sua applicazione non è solo a livello agonistico, ma anche tra le categorie dilettantistiche, amatoriali, giovanili, disabili, adulti, anziani e soprattutto nel campo della promozione della salute rivolta a qualsiasi età e condizione sociale. La psicologia dello sport articola il suo intervento attraverso 4 settori: ricerca, applicazione, didattica e diffusione. Nell' ambito applicativo lo psicologi dello sport si occupa dello studio della personalità dell' atleta, dei fondamenti psicologici delle capacità motorie, della preparazione mentale alle gare, della rielaborazione dei risultati ottenuti, della selezione degli atleti, del benessere del gruppo e del singolo sportivo, dell' allenamento e della competizione.

 

CHE DIFFERENZA C' E' TRA UN PERCORSO DI PSICOLOGIA DELLO SPORT E UNA PSICOTERAPIA O LA PSICOANALISI?

 

La differenza sostanziale è che quando si intraprende un percorso di psicologia dello sport si lavora esclusivamente sulla prestazione. Non si vanno a toccare la famiglia di origine, i traumi passati, le relazioni affettive. Ci si concentra esclusivamente sulla performance sportiva e sul modo migliore per esprimere le potenzialità e raggiungere risultati. La consulenza psicologica sportiva va vista analogamente ai percorsi di preparazione atletica, tecnica o tattica, solo che si va ad allenare una parte intangibile del nostro corpo che si chiama "mente". Per cui la Psicologia dello Sport si interessa prevalentemente dei processi mentali e degli effetti della pratica sportiva direttamente sulla persona, il suo fine è il conseguimento del benessere e della salute in toto per favorire l' incremento della prestazione sportiva partendo ovviamente dalla psiche. Non di rado capita che tanti sacrifici e tanto impegno per potenziare le prestazioni, vengano poi vanificati in gara dagli aspetti emotivi e psicologici della prestazione; è tipico di chi rende meglio in allenamento che durante le competizioni.

Dunque la psicologia dello sport non ha nulla a che fare con la psicoterapia o la psicoanalisi anche se alcuni professionisti possono avere, nel loro percorso professionale, acquisito tali competenze. Sarebbe impossibile attuare un intervento soddisfacente senza tener conto degli aspetti sistemici propri degli ambienti sportivi, come le dinamiche relazionali che si innestano nel lavoro di squadra o in un team di atleti che fanno uno sport individualistico, il bisogno di appartenenza e di individuazione degli atleti, le tematiche inerenti l' autocategorizzazione che attiene alla condivisione dell' identità di gruppo, i ruoli e le funzioni che assumono i singolo nei gruppi sportivi, le spinte di autorealizzazione e quelle di coesione, gli aspetti legati all' ansia da prestazione dovuti alle aspettative degli allenatori o di sistemi esterni all' ambito sportivo, come le aspettative delle famiglie, dei pari, dei tifosi, e del contesto sociale in cui l' atleta è inserito.

Per quanto, nello sport ad alto livello, l' obiettivo principale sia l' ottimizzazione della performance, lo psicologo dello sport si trova a lavorare contemporaneamente sul singolo atleta, sulla squadra e sul sistema più ampio.

Una grande attenzione,  inoltre, alla fase del ciclo di vita del destinatario dell' intervento, dato che la pratica sportiva assume un significato diverso per l' individuo in base all' età, nonchè all' analisi dei sistemi di vita in cui l' atletta è immerso. Nel caso dei settori giovanili ampio spazio è dedicato alla prevenzione del doping o del drop out; alla prevenzione dell' abbandono scolastico; agli aspetti relazionali tra atleti stessi o con l' allenatore e le famiglie dei ragazzi.

La psicologia dello sport in generale assume l' attività fisica quale veicolo di benessere fisico, psicologico e sociale. Una buona pratica sportiva se si accompagna a livelli di benessere psico-fisico soddisfacenti, costituisce una valida azione preventiva nei confronti di comportamenti a rischio e, in particolare, nell' ambito dell' età evolutiva rappresenta una determinante esperienza di crescita individuale e di socializzazione, favorendo la risoluzione dei principali compiti di sviluppo dell' adolescenza legati alla definizione dell' identità e alla ridefinizione delle relazioni, attraverso il potenziamento delle proprie rappresentazioni di sè, l' autostima, la fiducia e, in ultima analisi, un significativo rapporto con il mondo esterno. Ma anche adulti, anziani e disabili traggono benefici dall' esercizio fisico: uno stile di vita che contempli una pratica sportiva adeguata favorisce il mantenimento di un buon livello di salute, oltre che promuovere lo sviluppo di sane relazioni interpersonali, può servire inoltre a prevenire alcune psicopatologie, a potenziare l' autoefficacia e la consapevolezza dei propri punti di forza.

 

La psicologia dello sport promuove quindi interventi volti alla promozione del benessere attraverso lo sport, uno sport per tutti, senza barriere fisiche, di età o di sesso, ed è interessata a "come la partecipazione allo sport, all' esercizio ed all' attività fisica possa accrescere lo sviluppo personale ed il benessere durante l' intero arco della vita" (AAASP, 1985).

 

LE RICHIESTE PIU' FREQUENTI CHE GLI ATLETI RIVOLGONO

Gestione dell' ansia pre-gara

Regolazione dell' energia e gestione dei momenti di attesa pre-competizione

Tecniche di rilassamento

Aumento fiducia nelle proprie potenzialità

Gestione del sonno

Aumento autoefficacia

Gestione dei cali di motivazione

Pianificazione e organizzazione delle competizioni

Miglioramento comunicazione nei gruppi e tra allenatore/atleta

Recupero psicologico dopo un infortunio/ una prestazione scarsa

 

IN PRATICA...

Un percorso di orientamento di psicologia dello sport consiste in:

- incontri mensili di gruppo con la squadra in cui si affrontano tematiche inerenti le relazioni gruppali e le prestazioni agonistiche;

- un incontro di pianificazione in cui atleta/allenatore e la consulente sportiva concordano un obiettivo di lavoro;

- incontri individuali con il singolo atleta su richiesta dello stesso.

Si stabiliranno un numero di appuntamenti ottimali per il raggiungimento degli obiettivi sia per il gruppo che per il singolo atleta.

Si stabilisce insieme se inserire nel lavoro alcune osservazioni di allenamento o in gara. Questa opzione rende il lavoro estremamente più efficace perchè diventa confezionato su misura alle esigenze del richiedente. Fondamentale, per garantire l' autonomia dell' atleta, è la fase conclusiva del percorso che passa attraverso la verifica dei risultati.

QUALI SPORT?

Tutte le discipline sportive potranno trarre giovamento da un percorso di allenamento mentale, tuttavia questo deve essere calato nel contesto sportivo specifico, capendo bene le esigenze dei singolo atleti. Non possiamo certo pensare, che a livello mentale, le esigenze di un maratoneta siano identiche ad un centometrista. Questo aspetto fa parte integrante della professionalità dello psicologo a cui ci si rivolge.

Dr.ssa Anna vespe

laureata in psicologia scienze e tecniche della persona e della comunita

spec.da psicologia processi cognitivi settore neuropsicologia

iscritta nell albo nazionale psicologia dello sport ASI Operatrrice TMA ,Clownterapeuta

e SERENA DE GREGORIO PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA

 

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